Presentazione

Benvenuti.

Il blog che mi sto apprestando ad organizzare verrà usato a favore di chiunque possa usufruirne, senza (per ora) restrizioni.

Il mio scopo primario era quello di usarlo come “repository” di consigli e situazioni capitatemi durante questi miei primi 9 anni alle prese con i computer, tra situazioni all’ordine del giorno e situazioni al limite dell’immaginazione (ne capitano davvero di tutti i colori!).

Mi sono detto: “Dimentico le cose facilmente, ma al contempo mi secco a redigere e tenere sul PC tutte le situazioni che mi sono capitate. Ma potrebbero ricapitare: come farò, allora?”. La risposta m’è venuta conoscendo WordPress: un luogo abbastanza professionale da permettermi di condividere queste pagine della mia esperienza (!) con gli altri e… con me!

Non inizierò qui a parlarne, lascio questo post come presentazione. Ma penso che inizierò quasi subito a scrivere!

Spero troviate il blog di vostro gradimento ma, soprattutto, d’aiuto.

Spero inoltre di non dover ricordare che l’educazione è sempre permessa, il viceversa no.

Buona navigazione!

P.S. Sono ben accetti commenti e/o consigli sulla facilità di lettura del blog.

Mettetevi in fila!

I found it! :D

“Cosa?”, vi chiederete. Non ve lo chiedete? Ve lo dico lo stesso…

Da tempo cercavo un metodo per aggiungere alla playlist di Totem file audio/video direttamente dalla cartella, senza ogni volta doverli selezionare e trascinare nella “Scaletta”. Era poco comodo.

Googleando per ben 5 minuti ho trovato la soluzione: basta configurare un nuovo script per Nautilus. Ecco come.

Cliccate ALT+F2 ed eseguite il comando “nautilus-actions-config-tool“: vi si aprirà lo strumento di configurazione delle “azioni” per Nautilus, ovvero azioni personalizzabili che potrete aggiungere al menù contestuale di Nautilus.

Cliccate su File > New action, e compilate questi campi (nota: i numeri corrispondono alle sottosezioni che dovrete andare a modificare, con i relativi campi):

1) Azione:

Context Label: Aggiungi a playlist

Tooltip: Aggiunge i files alla playlist di Totem

Icon: /usr/share/pixmaps/totem.xpm

2) Command:

Path: totem

Parameters: –enqueue %M

4) Conditions:

Appare se il file concorda: *.mp3; *.ogg; *.mpc; *.aac; *.wav; *.ac3; *.avi; *.ogm; *.mpg; *.mpeg; *.wmv; *.rm; *.ram; *vob; *.asf

Appare se la selezione contiene: Only files

Spuntate poi “Appears if selection has multiple files or folders

Salvate il tutto facendo File > Salva. Adesso posizionatevi su un file audio/video e facendo click con il tasto destro vedrete, in basso nel menù, l’azione “Aggiungi a playlist”. ;)

1-0 e palla al centro

Ci sta troppo, ‘sto titolo. Lo dico ogni volta che riesco a fare qualcosa che, inizialmente, sembra non volerne sapere di risolversi, anche se sia una baggianata.

Comunque, ecco cosa sono riuscito a risolvere.

Su Ubuntu 10.04 ho installato MATLAB R2010b, un ambiente di alto livello per “compiti computazionalmente intensivi”, come ad esempio (nel mio caso) la simulazione di funzionamento per azionamenti di macchine elettriche.

Il problema era che il programma non ha creato un’icona o una voce di menù per poterlo avviare. Che fare? Beh, innanzitutto vedo che l’eseguibile è un file .sh, quindi deve essere avviato da terminale o con una bash. Da terminale tutto okay: mi porto sulla cartella dove c’è l’eseguibile e do il comando

sh matlab

e MATLAB parte. Però mi resta il terminale aperto che, se chiuso inavvertitamente, mi chiude anche il programma. Anche mettendo “&” alla fine del comando.

Cerca e ricerca, prova e riprova, andando a questo link sono riuscito a trovare l’opzione che mi permetteva di avviare MATLAB non aprendo il terminale. Non è stato immediato l’approccio, sarò sincero (e qui è elencata tutta la mia odissea), ma alla fine sono riuscito a creare una voce di menù che avviasse MATLAB senza aprire alcuna finestra di terminale. Ecco come:

1) create un file vuoto e scrivetegli all’interno il codice:

#!/bin/bash

cd /media/sdb6/usr/local/MATLAB/R2010b/bin

sh matlab -desktop

e salvatelo con il nome “matlab”.

NOTA: la riga “cd ecc…” è ovviamente diversa, da voi: scrivete il percorso del vostro eseguibile, che dovrebbe essere soltanto /usr/local/MATLAB/R2010b/bin, come da installazione tipica, mentre io l’ho installato su un’altra partizione.

2) spostate il file dentro la cartella /usr/bin. Ci vogliono i privilegi di root, quindi da terminale – essendo già nella cartella in cui vi è il file da spostare – digitate:

sudo cp matlab /usr/bin

3) spostatevi, da terminale, dentro la cartella /usr/bin e rendete il file eseguibile con:

sudo chmod +x matlab

4) create ora la voce di menù per Matlab. Andate su Sistema > Preferenze > Menù Principale. Scegliete, da sinistra, dove volete mettere Matlab (io ho scelto “Istruzione”) e poi cliccate a destra su “Nuova voce”.

Come “Tipo” lasciate “Applicazione”;
come “Nome” lascio a voi;
come “Comando” mettere semplicemente “matlab” (occhio che è tutto piccolo!);
come “Commento” lasciate vuoto.

Scaricate, poi, un’icona per Matlab e sostituitela a quella predefinita.

5) Avviate MATLAB dal menù! ;)

Mi pare di non aver tralasciato nulla. Se ci sono problemi, scrivete pure!

Finalmente!

Cercavo da tempo il metodo manuale per aprire il prompt dei comandi di DOS direttamente dalla cartella che m’interessava. Finora l’avevo fatto usando Tune-Up Utilities, ma posso installare un programma soltanto per un’opzione? Certo che no…

Dopo un paio di minuti di ricerca, trovo la soluzione. Posto il procedimento qui di seguito (nota: il procedimento è valido per XP):

1) Apriamo una cartella qualsiasi e andiamo su Strumenti > Opzioni cartella;

2) Selezioniamo la casella Tipi di file;

3) Nella casella “Tipi di file registrati” selezioniamo il tipo “Cartella” (come estensione deve presentare “(NESSUNA)“) e clicchiamo in basso a destra su Avanzate;

4) Clicchiamo ora su Nuovo;

5) Nella casella “Operazione” inseriamo il nome che vogliamo dare al comando (io ho messo “Apri Prompt di DOS qui”), mentre nella casella “Applicazione utilizzata per eseguire l’operazione” scriviamo “cmd.exe” (senza virgolette);

6) Clicchiamo su OK.

L’unico inconveniente è che per usare il comando dovrete cliccare con il pulsante destro sulla cartella, e non dentro la cartella stessa. Inoltre il comando si apre alla cartella genitrice, es. se abbiamo la cartella C:\Pippo\Pluto (‘ndo mi so’ usciti, ‘sti nomi? -.-”) cliccando con il pulsante destro su Pluto il prompt si aprirà per C:\Pippo.

Nota: per rimuovere il comando dovete modificare il registro di sistema. Andate su Start > Esegui (o alternativamente potete premere la combinazione di tasti Win+R) e digitate “regedit” (senza virgolette). Cercate la chiave con il nome del comando che avete scelto in precedenza (quello inserito nella casella “Operazione”) nei seguenti percorsi:

HKEY_CLASSES_ROOT\Folder\shell

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Classes\Folder\shell

That’s all, folks. ;)

Prima che…

…me lo dimentico.

Da quando ho XP fuori uso ho installato Ubuntu 10.04 Lucid Lynx (una LTS, versione con supporto a lungo termine – in questo caso fino al 2013) per avere un sistema di riserva. Mi ci trovo bene, non usavo una distro linux da un po’, e grazie al cielo riconosce scheda video e audio senza parametri aggiuntivi (problemi che avevo con le vecchie versioni di Ubuntu).

Ciò che ora scrivo, e che quasi sicuramente mi servirà in futuro, è come configurare il microfono (principalmente per Skype), dato che non viene attivato automaticamente.

Mi devo ricordare, usando i driver PulseAudio, d’installare il pannello grafico di controllo volume attraverso:

sudo apt-get install pavucontrol

Da qui seleziono, come configurazione, una che abbia uscita e ingresso analogici (ho una P4C800 Deluxe, ricordate? – una signora scheda madre) e regolo i volumi necessari.

Altro che smanettamento di alsamixer et similia…

Non c’è, ma si vede

Quando nulla, quando tutto! Secondo post della giornata! :D

Di cosa parliamo, stavolta? Beh, stavolta direi di pigrizia. :P

Già, perché oggi voglio dirvi come si fa a far riconoscere ai programmi che abbiamo installato il Service Pack 3 di XP (quando, invece, non è vero…).

L’altro giorno, infatti, stavo installando un programma che non ne sapeva di volersi avviare se prima non installavo il Service Pack 3. “Oh” – mi dico io – “vuoi vedere che ora tu devi dire a me cosa devo fare??” (nota: io ho il Service Pack 2, e mi basta, considerando pure che non ho spazio per mettere il 3…).

Cercando su internet trovo la soluzione: c’è una chiave di registro che i software leggono per controllare se hai il SP3 installato. Modificandola, si aggira il controllo.

La chiave è: HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Windows.

Qui troverete il valore CSDVersion,  che varia in base a quale SP avete installato (io avevo il SP2, e il mio valore era 0×00000200 (512)). Per modificarlo e farlo diventare SP3 basta cliccarvi due volte per aprirlo e scrivere il valore 300 (sempre con base esadecimale, mi raccomando!). Così facendo dovreste avere, adesso, il valore 0×00000300 (768) relativo alla chiave CSDVersion.

Riavviate ed il gioco è fatto. ;)

P.S. Per controllare che il PC venga riconosciuto davvero con il SP3 installato, potete semplicemente cliccare con il pulsante destro del mouse su Risorse del Computer > Proprietà, e nella schermata Generale vi comparirà, sotto “Sistema”, la dicitura “Service Pack 3″.

La forma dell’acqua

Primo post dell’anno! Buon anno, numerosissimi (!) lettori! :D Io già dopo 15 minuti di 2011 stavo rischiando la vita, voi? :D

Di che parliamo oggi? Beh, direi che l’argomento di oggi tratta sempre di sviste, fretta, nevrosi ecc.. (mmh no, quest’ultima no). Ma andiamo con ordine.

Sul pc di mio padre (Vista SP1) ho installato da poco la versione di prova di F-Secure Internet Security 2011 (aveva bisogno di un antivirus che non fosse Kaspersky…). Tutto bene (anche se pare meno attivo del KIS – ma saranno impressioni mie, F-Secure è stato sempre di alto livello), fino a che l’altro giorno ha avuto la necessità d’installare gli aggiornamenti manualmente, cioè senza utilizzare la funzione automatica inclusa.

Sono andato a cercare sul sito F-Secure il file di aggiornamento, e l’ho trovato qui. Noterete che ci sono 2 file segnalati per essere utilizzati con l’aggiornamento manuale: fsdbupdate9.exe e fsdbupdate.exe. Mi dico “provo il secondo, sarà quello più generale”.

Lo scarico.

Parte l’aggiornamento.

Impossibile installare. L’errore è “ERROR: could not stop fsaua service“. Faccia mia: -.-’ (sottotitolo: “iniziamo bene…”).

Vediamo ‘sto servizio perchè non può essere arrestato. Cerca, cerca, ‘sto servizio non esiste installato sul pc! Se infatti provo a fermarlo manualmente tramite comando “sc stop fsaua” mi riporta che il servizio non esiste come servizio installato. E ora?

Cercando su Google vedo che molti hanno il mio stesso problema, ma nessuno ha risolto.

Che fare?

Riprovando a reinstallare gli aggiornamenti anche dopo aver disabilitato F-Secure, noto una cosa: l’installer, durante la procedura, riporta la versione di F-Secure come “2006″. Mi viene il dubbio che il file da utilizzare non fosse l’fsdbupdate.exe scaricato prima, ma l’altro, l’fsdbupdate9.exe.

Torno nella pagina di F-Secure dove ci sono le definizioni, lo scarico, lo faccio partire e… installa gli aggiornamenti! (nota che la versione riportata qui, adesso, è “2008″, però funziona!)

Pazzesco come, certe volte, ci si perda in un bicchier d’acqua.

Mi raccomando… Niente russo!

No, non sto parlando della missione in Call Of Duty: Modern Warfare 2, bensì di quello che penserebbe qualsiasi persona priva di pazienza verso quell’aggeggio infernale che è il pc, alle prese con una qualsiasi delle ultime versioni dell’antivirus Kaspersky (di nazionalità, appunto, russa).

Kaspersky, infatti, è un ottimo antivirus (almeno: io mi ci trovo bene da anni, e lo consiglio), però ha un difetto, e ora vi dirò quale.

Un giorno di qualche mese fa, mi sono accorto che il drive C:, dove ho il sistema operativo, esauriva lo spazio disponibile con una velocità degna di uno starnuto (si capisce che son raffreddato?). Non riuscivo completamente a capacitarmi del perchè, tant’è che son dovuto correre ai ripari in varie maniere (come ad esempio spostare le cartelle dei profili di Firefox e Thunderbird su un altro drive), ma non riuscivo a venire a capo al problema. E lo spazio diminuiva, diminuiva, diminuiva… Sino a finire.

Brutta rogna. E mo’?

“Cancella i file temporanei!”, mi direste. Vi anticipo che non era loro, la colpa. O meglio, sì. Cioè, no. Cioè, fatemi spiegare (oggi sto male).

La colpa era sì di file temporanei, ma non dei classici temp di Windows (poverino… sempre colpa sua, è!) bensì dei file temporanei dell’antivirale con il colbacco. Robe di giga di file temporanei! Quando Kaspersky, infatti, si aggiorna, crea dei file temporanei in una cartella ben precisa, dimenticandosi però poi di cancellarli! Meno male che la comunità internettiana m’è venuta in aiuto, e son potuto ricorrere alla soluzione del problema.

Se usate anche voi Kaspersky, da una versione che sia dalla 2009 in su, andate in una di queste cartelle (dipende da che versione avete di Windows e da che versione di Kaspersky installata):

  • Per WinXP con Kaspersky 2009: x:\Documents and Settings\All Users\Dati Applicazioni\Kaspersky Lab\AVP8\Data (dove “x:” è la lettera del drive dove avete collocato il sistema operativo – perchè lo sapete che non è sempre su C:, vero?)
  • Per Win Vista/7 con Kaspersky 2010: x:\ProgramData\Kaspersky Lab\AVP9\Bases\Cache (idem come sopra)

Bene: ora che siete entrati, fermatevi: dovete “sproteggere” l’antivirus da… sé stesso. Sì, perchè non è che potete cancellare dei file da esso controllati con la facilità che contraddistingue l’operazione in sé, altrimenti pensate cosa potrebbe fare un vero virus!

Quindi aprite Kaspersky, andate su Impostazioni > Opzioni e togliete il segno di spunta su “Abilita Auto-difesa“. Cliccate su Applica > OK, e chiudete ora Kaspersky dalla barra vicino l’orologio (pulsante destro del mouse sull’icona e poi fate “Esci”). Se vi chiede di dover interrompere le connessioni in atto, ditegli di sì: non è buono restare senza antivirus, anche se solo per pochi minuti.

Adesso ritornate nella cartella “Data” e cancellate tutti i file che hanno estensione *.tmp (i file dovrebbero iniziare con nomi tipo av1A.tmp, av1B.tmp ecc…). Tranquilli, se cancellate solo questi non succederà nulla di brutto al pc.

Nota: se Windows non vi permette di cancellare i file, vuol dire che vi siete dimenticati di disabilitare l’Auto-difesa. Riaprite Kaspersky e controllate. ;)

Migrazione forzata

E siamo di nuovo qui… :D Salve, gente! Che si dice?

Oggi scrivo per ricordarmi come si fa a spostare i profili di Firefox e Thunderbird da una cartella ad un’altra. Io l’ho dovuto fare per motivi di forza maggiore (leggi: mi stava finendo lo spazio sulla partizione C: dove avevo i profili…).

Andiamo con ordine, e partiamo dalla procedura più semplice: Thunderbird.

Innanzitutto creiamo la cartella dove vogliamo trasferire il nostro profilo di Thunderbird. Nel mio caso, era G:\Mozilla\Thunderbird.
Ora andiamo nella cartella dove è stipato il profilo di default, ovvero:

C:\Documents and Settings\nomeutente\Dati Applicazioni\Thunderbird\Profiles\

Il profilo usato sarà una cartella denominata in una maniera tipo xxxxxxxx.default. Prendetela e copiatela così com’è dentro la cartella creata in precedenza.
Ora bisogna dire a Thunderbird dove si trova il profilo (dato che non è più dove l’ha trovato finora…). Nella cartella “Thunderbird” dove c’era la cartella “Profiles” c’è un file denominato profiles.ini (potreste non vedere l’estensione *.ini, ma la sua icona classica è un foglio di testo con un ingranaggio sopra): apritelo e cercate la stringa “Path=“. In questa dovrete scrivere il percorso della nuova cartella di profilo (nel mio caso: Path=G:\Mozilla\Thunderbird\xxxxxxxx.default).

NOTA BENE: notate qualcosa di strano, nella stringa originale? Gli slash utilizzati sono quelli “/” e non gli “\” classici. Questo perché, originariamente, la cartella di profilo viene specificata a partire dalla cartella di Thunderbird, non dalla radice del file system: questo si chiama “percorso relativo“. Quando abbiamo messo il nuovo percorso, invece, abbiamo specificato anche la radice (G:\ ecc…), quindi abbiamo usato un percorso assoluto. Questa differenza di tipo di percorso si vede anche con l’utilizzo di diversi slash.

Tutto questo per dire che, al momento del cambio di percorso, accertatevi che gli slash siano giusti, e non dimenticate di cambiare il parametro “IsRelative=” da 1 a 0. Se ve lo dimenticate, non preoccupatevi: Thunderbird si aprirà chiedendovi di creare un profilo e voi, nel panico, vi ricorderete che avete mancato un passaggio! :D

Passiamo ora a Firefox. La volpe di fuoco richiede qualche passaggio in più.

Dovremo, infatti, usare il Gestore Profili. Per aprirlo, dovete prima assicurarvi di avere chiuso completamente Firefox, quindi in caso steste leggendo questo post con la volpe copiate il testo da qualche parte o aprite questa pagina con Internet Explorer (che, poverino, non viene usato mai…).

Prima però di aprire il Gestore Profili, create la cartella dove vorrete che si posizioni il profilo e copiatevi il contenuto della cartella di profilo preesistente. Nel mio caso, la nuova cartella si chiama G:\Mozilla\Firefox.

Ma dov’è la cartella del profilo di Firefox? Accedervi è semplicissimo: basta andare su Start > Esegui (o, in alternativa, potete aprire la finestra con il comando da tastiera Win+R, dove con “Win” ho indicato il pulsante sulla tastiera con il simbolo di Windows) e digitare “%APPDATA%\Mozilla\Firefox\Profiles” (senza virgolette): troverete tante cartelle per ogni profilo utilizzato. Una sola cartella, un solo profilo. :) Se avete più cartelle e non sapete quale sia il vostro profilo, e avete Firefox 3.6, apritelo, andate in alto sul menù “Aiuto” e poi su “Risoluzione dei problemi”: nelle “Informazioni di base” troverete la voce “Cartella del profilo”, con accanto il pulsante “Apri cartella”. Se lo cliccate, vi si aprirà la cartella del profilo, visualizzando tutti i file in esso contenuti.

Dopo aver individuato la cartella del profilo di Firefox, dovete copiare tutti i file che vi trovate dentro la nuova cartella (nel mio caso, sempre G:\Mozilla\Firefox).

Andiamo ora all’azione: andate su Start > Esegui, digitate “firefox -profilemanager” (senza le virgolette) – oppure “firefox -p” (idem come prima) – e vi si aprirà una finestra che vi chiederà di scegliere il profilo utente. Clicchiamo su “Crea Profilo”. Clicchiamo ora su “Avanti” e nella finestra successiva diamo un nome al nostro profilo (nome che non sia “default”, in quanto quello è sempre in uso da Firefox e non è modificabile). Nel mio caso, con taaaanta fantasia, ho usato il nome “profilo” :D .

Clicchiamo su “Scegli cartella” e andiamo a cercare la cartella che abbiamo creato. Selezioniamola e clicchiamo infine su OK. Clicchiamo ora su “Fine”. Torneremo alla schermata principale della scelta del profilo: clicchiamo su “Avvia Firefox” per finire il processo.

NOTA: accertatevi che sia tutto a posto chiudendo Firefox, spostando la vecchia cartella del profilo (magari anche temporaneamente nel cestino, tanto per non dare alla volpe riferimenti inopportuni) e riavviandolo: se vi si apre il vostro, caro Firefox, con i vostri preferiti e le vostre estensioni, la migrazione è stata effettuata con successo. :) Se qualcosa non va, ricontrollate la procedura, oppure andate sul sito ufficiale di Mozilla relativo alla migrazione di un profilo di Firefox e controllatela lì. ;)

A questo punto, posso ben dire: migrazione avvenuta con successo! :D

EDIT 04/05/2011: Appunto personale: ricordarsi, sotto Linux, di dare i permessi di scrittura in NTFS quando si seleziona la cartella del profilo, altrimenti s’incappa nell’errore “Thunderbird cannot use the profile because it is in use.  To continue, close the running instance of Thunderbird or choose a different profile.” (me lo scrivo perché ci sono incappato 2 volte -.-).

EDIT 13/05/2011: ho trovato un metodo universale e più semplice per Firefox. A questo indirizzo vi sono elencati i file da spostare per ritrovarsi, in un nuovo profilo, le preferenze di uno vecchio (preferiti, password salvate, cookie ecc…). E’ una procedura ufficiale Mozilla, dove vi sono specificati i file per le varie versioni di Firefox (2, 3, 3.5…). Ottimo da usare se i metodi precedentemente descritti hanno fallito. ;)

No keyboard found. Press Enter to continue.

Salve a tutti, e bentornato (a me :D ).

Scusate il titolo, non ho resistito. :P Oggi, infatti, mi dedico brevemente alla mia tastiera, ed al fatto che lei (in combutta con la scheda madre, mica da sola!) mi sta facendo impazzire.

Sono già due volte che il mio PC non si avvia, facendomi segnalare dalla mia mobo (a proposito, è una ASUS P4C800 Deluxe, vecchia guardia ligia al dovere!) ben 6 beep (preceduti da 2 beep brevissimi). Andando a controllare sul manuale, a pagina 3-1, vedo che 6 beep corrispondono ad un errore sul gate della tastiera (direte voi “e non conteggi i 2 beep iniziali?”; “no”, rispondo io, “perchè corrispondono ad un errore di scheda video, e non voglio nemmeno pensarci!!” :) ).

La prima volta che mi è successo, ho staccato i connettori PS/2 di tastiera e mouse (mentre che ci sono…), “ho soffiato” ( :) ) e ho ricollegato il tutto. Voilà! Tutto a posto! :D

Poco fa (e sarebbe la mia seconda volta con questo inconveniente) ho dovuto soffiare ben 2 volte, prima di far partire tutto…

Sarà mica colpa dell’overclocking?

Il conformista

Il titolo di questo post è un po’ esagerato (Gaber saprebbe cosa dire…), ma vi spiego il perchè della scelta.

Poco tempo fa ho comprato un hard disk esterno da 2.5″, un Western Digital My Passport Essential da 320GB. Per motivi che non sto qui a spiegare, ho dovuto formattarlo in FAT32 (da NTFS che era, preformattato di fabbrica). Adesso, invece, mi serve di nuovo in NTFS, quindi l’ho riformattato. :D

Cos’è successo, però: usando il comando “convert” del DOS di Windows sono incappato in un errore che, leggendo in giro, il 99% delle persone non sa risolvere a prima vista o al primo colpo. Per chi non lo sapesse, la sintassi del comando di conversione è:

convert /X: /FS:NTFS /V /NoSecurity

dove ovviamente X: è la lettera della vostra unità da convertire, che sostituirete in base alle vostre esigenze.

Tralasciando la spiegazione del comando di conversione (che, invece, vi invito a consultare qui o googleando “convertire da fat32 a ntfs”), passerò al quesito nocciolo di questo post. Quando scriverete il comando e darete Invio, vi chiederà di scrivere l’etichetta del volume. Io, che volevo sbrigarmi, ho ridato Invio su testo bianco, pensando “Poi, in caso, lo rinomino dopo”. E invece no, non è così semplice: non la accetta. Mi dava l’errore “E’ stata specificata un’etichetta di volume non valida per questa unità“.

Lì per lì sono rimasto perplesso: credevo potesse gestire la manipolazione dell’etichetta e il cambio di file system tutto in una volta. Sarà per questione di protezione, sarà per mascherare una specie di comando di conferma, fatto sta che l’unica etichetta che accetta è quella pre-esistente, quella cioè già dell’unità, leggibile semplicemente da Risorse Del Computer. Così facendo, la conversione va avanti (e, nel mio caso, pure a buon fine :D ).

Che volete che vi dica… “A problema semplice…” :D

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